Libri a domicilio. A bordo di un tre ruote. Una “trovata” d’altri tempi, si dirà. Ed invece no. E’ dall’alba del terzo millennio che, quest’idea decisamente sui generis, resiste. Anche a costo di passare come anacronistica e demodé. Non tanto per il “fine” (“richiamare l’attenzione sulla crescente disaffezione alla lettura”) quanto per il “mezzo”. Ma Antonio La Cava non se ne cura e va avanti per la sua strada, macinando chilometri (circa 500 alla settimana). Alla guida del suo bibliomotocarro (un’Apecar usata, modificata e riempita di libri ndr). In giro per i paesi della Basilicata e non solo, come dimostra la recente partecipazione a “I Fatti Vostri”, la nota trasmissione televisiva di Rai 2 condotta da Giancarlo Magalli. Da Ferrandina e dalle altre piazze lucane al piazzale Rai di via Teulada in Roma, dunque. Ma, in realtà, è solo l’ultima apparizione pubblica, in uscita dai confini della Basilicata, per il bibliomotocarro del maestro La Cava, in pensione (“solo per una questione anagrafica”, tiene a precisare) dopo ben 42 anni trascorsi – dietro una cattedra - a educare intere generazioni di adolescenti. Già nel 2003, a bordo della sua prima Ape 50 (versione iniziale del bibliomotocarro) color celeste come l’odierna, La Cava partecipò al Salone del Libro di Torino. E fu un successo. Tanto che, a stretto giro, Simona Ventura lo contattò per mostrare il suo “gioiellino” al pubblico televisivo di “Quelli che il calcio...”. Due anni dopo (nel 2005) il Ministero dell’Istruzione gli assegna il primo premio nell’ambito di un concorso per la promozione del libro e della lettura. Per il maestro La Cava “il riconoscimento più bello e significativo”. Non tanto e non solo per la provenienza quanto per la valenza di un progetto in stridente contrasto con le statistiche che collocano la Basilicata tra le regioni italiane con il più basso indice di lettori. Un motivo in più, per il maestro, a continuare la sua mission. E così, ritornato in Basilicata, La Cava prosegue con rinnovato entusiasmo il viaggio, proponendo delle “declinazioni” (“Libri al citofono”, con la consegna a domicilio del libro richiesto, e “Libri al supermercato” ndr) al progetto iniziale. Nel contempo, il maestro continua – a bordo del bibliomotocarro a forma di casetta, con il tetto a tegole, il comignolo fumante collegato direttamente al tubo di scappamento e il suo carico di oltre 1000 volumi – a girare per i comuni. Di più. Arriva persino a coinvolgere una sessantina di scolaresche (per lo più della provincia di Matera ndr) ed oltre 2mila giovani studenti, dopo la nomina – da parte dell’Ufficio Scolastico regionale – di referente per la Basilicata del progetto nazionale “Amico Libro”. Al maestro La Cava e a questo suo presidio mobile di cultura ed alfabetizzazione, Giovanni Floris gli ha addirittura dedicato una recente puntata di “Ballarò”. Un’ultima, ulteriore, ribalta nazionale per il bibliomotocarro e per il suo ideatore. Al punto da spopolare in rete, diventando un elemento di condivisione di massa nei principali social network (a partire da face book). E il viaggio non finisce qui. Anzi. La prossima sfida di Antonio La Cava è varcare la frontiera di un carcere. O meglio, entrare con i libri nei penitenziari minorili (a partire da Potenza) col progetto “Leggere dentro, guardare fuori”. Una “sfida” che si potrà vincere solo con la collaborazione delle Istituzioni (Regione in testa).