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17/06/2013 18.17.34 - Articolo letto 2944 volte

Discarica Matera, precisazioni del Dipartimento Ambiente della Regione

Discarica di La Martella - Matera (foto SassiLand) Discarica di La Martella - Matera (foto SassiLand)
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Con l'Aia in corso di rinnovo l'impianto opera in virtù dell’Autorizzazione del 2007
Basilicata Non risponde al vero la notizia che la discarica di Matera é priva di AIA. L'impianto opera infatti in virtù dell’Autorizzazione del 2007. Con l' Aia in corso di rinnovo, come prevede la legge,  vige quella in essere. E’ quanto precisa il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata in relazione alla nota diffusa ieri dall’Associazione Ambiente e Legalità. Sulla Raccolta differenziata – precisa ancora il Dipartimento Ambiente - la Regione ha previsto  circa nove milioni di euro rivenienti dai cosiddetti obiettivi di servizio per un progetto di raccolta differenziata sviluppato da Conai sul modello porta a porta  che vede il Comune di Matera, capofila insieme a altri tredici comuni del territorio provinciale. La cordata istituzionale deve ora definire la forma associativa, probabilmente attraverso una convenzione, e procedere con la selezione del gestore. Il progetto potrà rapidamente assicurare un balzo i avanti delle percentuali di raccolta differenziata, con riduzione consistente del ricorso alla discarica. In parallelo, sulla base della programmazione provinciale e delle esigenze di gestione del ciclo rifiuti – conclude il Dipartimento Ambiente della Regione-  occorre assicurare la continuità impiantistica per evitare blocchi del sistema e impatti ambientali negativi.

La nota inviata da Pio Abiusi di Associazione Ambiente e Legalità:

"Si faccia chiarezza sulla gestione dei rifiuti.
 
 Le risorse per far partire la raccolta differenziata nei due grossi bacini: quello di Potenza e quello  di Matera ci sono, anche le direttive regionali ma non si  parte. Progetti per la realizzazione di impianti utili al riutilizzo dei rifiuti differenziati  ci sono ed anche le risorse, sia private che europee, ma non ricevono le dovute autorizzazioni regionali e sono in giacenza mestamente sulle scrivanie da anni. Ci sono richieste per impianti di compostaggio intercomunali, per la produzione di biogas, per il riciclo del secco- leggasi anche produzione di CSS-, fermi!  La causa è un improbabile piano che partendo da quelli provinciali, definitivamente superati, si arriva a quello regionale. Un piano che diventa ridondante data la scarsità dei rifiuti e che dovrebbe  essere pronto inesorabilmente per il 12 Dicembre 2013. Chi decide le priorità nell'esaminare le richieste? Quali gruppi di potere e di interesse ci sono dietro tali richieste così  da legittimare ancora l'ampliamento della discarica di Matera? Nel 2010 il consiglio comunale approvò la risoluzione di chiusura.    La discarica, attraverso la riprofilatura del sovrabanco avrebbe goduto di altre 30 mila mc che sommati a quelli disponibili  avrebbe permesso il funzionamento, ad oggi,almeno per altri 2 anni. E' una discarica, quella di Matera, gestita male   i verbali redatti a seguito di visite di controllo da parte degli enti preposti : Arpab e Provincia di Matera denunciano inequivocabilmente vuoi per la gestione del percolato, per l'inquinamento in essere,  per il funzionamento della rete di biogas- inesistente-. Sono interventi previsti  nel progetto di chiusura  ma nel frattempo l'unica discarica funzionante in Regione priva di AIA, ormai da oltre un anno e mezzo, è quella di La Martella.  Il tempo trascorso dalla presentazione dell’istanza di chiusura, per la quale la Regione è ancora in attesa di documentazione, è dovuto alla complessità della situazione, dice l'ufficio regionale preposto  si va, però, a proporre in giunta  il suo ampliamento. I procedimenti di caratterizzazione e bonifica previsti a seguito di  contaminazione  sono di competenza del Comune. Nel caso specifico  sono di competenza dello stesso   anche gli interventi di prevenzione, messa in sicurezza, caratterizzazione ed eventuale bonifica dell’area. A distanza di oltre un mese dalle suddette affermazioni regionali non è accaduto nulla. Il Comune avrebbe dovuto convocare una conferenza dei servizi per adempiere a quanto l'art 242 del 152/06 prevede anzi  le comunicazioni sarebbero dovute accadere entro 24 ore dalla conoscenza dell'accaduto- l'inquinamento- e poi ci sarebbe stata  la fase successiva . Il Comune di Matera ha licenza di inquinare impunemente  e la dirigenza regionale preposta non vede di meglio che preparare delibere proponenti l'ampliamento.
E' il caso di dire Basta! quei dirigenti che non riescono ad esaminare le tante pratiche per la concessione delle AIA e che  scelgono secondo opportunità discrezionali vengano rimossi specie se per casi simili potrebbero essere rinviati a giudizio. Si faccia pulizia nel dipartimento Ambiente e si lavori davvero per avviare la raccolta differenziata favorendo la realizzazione di  quella impiantistica utile e necessaria a valle del processo di raccolta.
Per quel che riguarda il Comune di Matera tutto viene tenuto nelle più segrete stanze  né il Consiglio Comunale né i cittadini  vengono messi a conoscenza  e che  sia il PD un partito delle discariche appare  chiaro e gode anche dell'appoggio del “ Soccorso Rosso”.   Se la raccolta differenziata parte  attraverso il riuso del materiale vi sarà un abbattimento dei costi del quale i cittadini potranno godere .
Così come è oggi, attraverso le discariche,i vantaggi , talvolta illegali, li godono in pochi , coloro che gestiscono il partito dei rifiuti anche  attraverso la politica autorizzativa che viaggia su corsie privilegiate.
 
Associazione Ambiente e Legalità.
Pio Abiusi"



Sassiland News - Editore e Direttore responsabile: Gianni Cellura
Testata registrata presso il Tribunale di Matera n.6 del 30/09/2008




 
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